La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia al governo sul decreto armi per l’Ucraina.
In realtà, questo voto secco è servito soprattutto a verificare chi resta nella maggioranza dopo la mini-scissione dei deputati Lega vicini al generale Roberto Vannacci, usciti dal partito.
Il governo ha evitato il voto articolo per articolo.
Si è trattato di un “con noi o contro di noi” voluto da Crosetto per chiarezza, da Salvini per nascondere le crepe interne alla Lega.
I vannacciani hanno votato sì, ma solo per tattica.
Il decreto passa al Senato, mentre le divisioni nel centrodestra restano sotto traccia.
Reggerà questa compattezza forzata?